Ci sono storie di sport che sembrerebbero non avere mai una fine e quando questa fine arriva, inevitabile, non resta che guardare indietro per capire cosa hanno lasciato, a sé stessi e agli altri. 
Una di queste storie è quella che ha legato, per otto lunghi anni, Sebastian Vasile e il Montecalvoli. Un rapporto talmente intenso da creare una simbiosi tra giocatore e squadra, tra uomo e società, come poche altre volte è capitato nel futsal toscano. Sebastian è stato per il Montecalvoli una bandiera, tant'è che si fa fatica a credere che ci sia stato anche un Vasile prima di Montecalvoli e che ce ne sarà uno dopo Montecalvoli. Eppure quello che nell'estate del 2011 arriva alla corte del presidente Giannini è un giocatore già affermato, con alle spalle una stagione di dominio in C1 con il Tirrenia (double e 15 gol in campionato), un campionato di B e un ritorno in C1 al Vicarello condito da buone prestazioni. Un giocatore di qualità e dinamismo che a 25 anni sposa il progetto Montecalvoli, in C2. Nessuno in quel momento avrebbe potuto pensare che stava prendendo forma una piccola, grande, favola. Arriva subito la promozione in C1, dopo una drammatica finale playoff contro i cugini del Pontedera. Seguono due salvezze nel massimo campionato regionale, chiuse con la fine del rapporto con Maurizio Del Giudice, il tecnico della promozione. Si apre l'era Zudetich, al Montecalvoli arriva dall'esilio emiliano Manuel Bartoli e la storia prende un'altra direzione. La banda azulgrana comincia a fare paura e in campionato chiude al quarto posto. E' il preludio alla straordinaria stagione 2015/16. Il Montecalvoli diventa grande e si prende tutto: coppa e campionato. Bellissima la vittoria di coppa sul Firenze, con il gol di Vasile del 2–2 che avvia la rimonta conclusa da Bartoli. Arriva la Serie B, con due salvezze, la sfida di Coppa della Divisione contro il Pesaro, il gol in rovesciata contro il Pistoia, i tackle a fermare tutto e tutti. E arriva anche una retrocessione, amarissima, al termine dei playout contro il Corinaldo. Probabilmente nemmeno lo stesso Vasile avrebbe potuto immaginare che quella sarebbe stata la sua ultima partita in azulgrana. 
Ieri l'annuncio dell'addio, con un post su Facebook denso di emozioni. La consapevolezza di sentirsi, per la prima volta dopo otto anni, nudo e spogliato di quella maglia che era una seconda pelle. Cala il sipario, gli attori salutano, la compagnia si scioglie. L'ultimo spettacolo non è stato all'altezza dei precedenti, ma la storia non si cancella. E per Sebastian Vasile lo spettacolo è stato fatto di otto campionati giocati, uno vinto, due promozioni, una Coppa Toscana e la beffa di aver raggiunto in campionato 99 gol in azulgrana, ad un passo da "quota 100". 
Domani ci sarà un Vasile senza Montecalvoli, chissà se ci sarà anche un Montecalvoli senza Vasile. Sul mercato va uno dei giocatori più determinanti dell'ultimo decennio in Toscana. Con i suoi pregi e i suoi difetti. Scomodo per qualcuno, imprescindibile per altri. Con la matrice livornese che, possa piacere o meno, lo caratterizzerà sempre in campo e fuori. Va sul mercato quello che mi è piaciuto definire, da avversario, non un centrale, non un laterale, non un universale, bensì un "guastatore". Dal nome di quei militari "specializzati nell’attacco e nella difesa di opere fortificate, ma anche nel distruggere mezzi corazzati, piazzare e disinnescare ordigni". Sebastian Vasile: il Montecalvoli.
Nicola Giannattasio