Si è svolta sabato mattina al Museo del Calcio di Coverciano la prima riunione delle società dell'era Scocca. Ancora una volta ha vinto l'assenteismo. Erano infatti presenti appena 23 società, di cui tre di serie B. Delle 76 che partecipano ai campionati regionali erano presenti soltanto 21 società. Un risultato sicuramente deludente, ma che non ha scoraggiato Scocca, che ha annunciato una nuova riunione tra un mese, avendo considerato la riunione di sabato come un primo approccio con le società.Presenti alla riunione:
3 società di serie B: Cus Pisa, Poggibonsese e Pistoia,
7 società di serie C1: Isolotto Fondiaria, Tripetetolo, Pelletterie, Cascina Montecalvoli, Aton Green Florence, Amici della Concordia, Sorms Gilbarco Cecchi.
8 società di serie C2: Sestoese, Poggio a Caiano, Dlf Firenze, Remole, Euroflorence, L'Arte dello Sport, Cdp Coiano, Futsal Pontedera.
5 società di serie D: Montalbano, Real Calcetto Rapolano, San Michele, Real Fucecchio e Omega The One.
Più il Dakota, società toscana che partecipa al campionato Giovanissimi in Emilia Romagna.
Alla riunione erano presenti, oltre al delegato Antonio Scocca, il consigliere regionale del CRT, Stefano Riccomi, il designatore arbitrale Andrea Serra e lo storico dirigente "Felix" Felicioli.
Scocca ha aperto la riunione annunciando la possibilità di effettuare il corso allenatore, che manca ormai da quasi cinque anni in Toscana e che dà l'abilitazione ad allenare fino in serie B. "Ad inizio stagione – ha spiegato – il delegato richiede al Settore Tecnico la possibilità di effettuare il corso. Quest'anno non era stata avanzata alcuna richiesta, ma nelle ultime due settimane si è aperta la possibilità di effettuare il corso ad aprile, avendo rinunciato un'altra regione".
Il corso ha una durata di tre settimane con lezioni dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 22.30 che si svolgeranno presso il Centro Tecnico di Coverciano. La quarta settimana, di venerdì e sabato, verranno effettuati gli esami. Il costo si aggira intorno ai 280 euro e per poter essere confermato è necessaria la partecipazione di almeno 22, 23 iscritti.
Campionato Allievi – Dopo quello del corso allenatori, richiesto a più riprese, è stata la volta del primo importante annuncio che riguarda lo sviluppo dei settori giovanili, ovvero l'apertura delle iscrizioni per la stagione 2013–14 del campionato Allievi. Una decisione per certi versi storica. La scelta del delegato è quindi quella di procedere a ritroso, scendendo di una categoria rispetto a quelle già esistenti (Under 21 e juniores), per permettere ai ragazzi di avere uno sbocco successivo. "L'età degli Allievi – ha spiegato Scocca – è quella in cui si registra la più alta percentuale di abbandono dal calcio a 11 o comunque in cui c'è il più alto numero di ragazzi che non pratica il calcio a 11. Riuscire a creare un campionato regionale per ragazzi di 14, 15 anni ci permetterebbe di portare avanti negli anni giocatori che arriverebbero ad essere under 21 con 6, 7 anni di calcio a 5 alle spalle". Scocca ha provato anche a tracciare la linea. "Essendo ragazzi in età scolastica possono allenarsi di pomeriggio, sfruttando anche tutti quei campi in sintetico che in quelle ore sono liberi e hanno un costo irrisorio". Campi che, se di proprietà comunale, potrebbero essere dati anche gratuitamente per svolgimento di attività giovanile.
Qualcuno potrebbe storcere il naso il fatto di far giocare questi ragazzi in campi outdoor o in sintetico. La situazione degli impianti in Toscana attualmente non permette soluzioni diverse, se non in rari casi. E non bisogna dimenticare che i più forti giocatori italiani sono tutti cresciuti su campi in sintetico, vedi i vari Quattrini, Rubei, Bearzi e tanti altri.
L'esperienza del Dakota, emigranti di successo – Scocca ha poi dato la parola Mirko Bossini, del Dakota, società toscana che partecipa al campionato Allievi in Emilia Romagna, per l'assenza di un campionato nella nostra regione.
"Negli anni passati – ha raccontato Bossini – abbiamo partecipato al campionato di serie D, prima come Borgorosso e poi come Dakota. Abbiamo poi deciso di concentrarci sul settore giovanile e abbiamo creato due gruppi, uno a San Giovanni Valdarno e uno a Pian di Mugnone, a Firenze. Abbiamo 60 ragazzi tra il '95 e il 2002. Abbiamo fatto un accordo con gli oratori, e così i ragazzi si allenano dalle 17 alle 19 negli impianti di queste strutture, per noi gratuiti, pagando una piccola cifra per gli igressi e la copertura assicurativa". Il Dakota, però, non può partecipare ad un campionato toscano, che non esiste. "Il vecchio delegato ci aveva promesso un campionato Allievi e noi avevamo fatto l'affiliazione in Toscana dopo che l'anno scorso, insieme al Floria 2000, eravamo già emigrati in Emilia Romagna. Invece nulla e così quest'anno partecipiamo al campionato giocando le partite casalinghe a Bologna, confrontandosi con realtà come Kaos e Reggiana. Siamo sette squadre, siamo al quarto posto". Al campionato partecipa una selezione dei 60 ragazzi. "Ne abbiamo tanti e se l'anno prossimo ci sarà un campionato in Toscana iscriveremo due squadre. A tutte le società – ha concluso Bossini – dico che trovare 10, 12 ragazzi in età non è difficile. A noi, usendo l'ingegno e facendo gli accordi con gli oratori, il campionato è costato 500 euro".
Campionato Femminile – Altro argomento "caldo", affrontato da Scocca. "Al momento abbiamo soltanto tre squadre, Elba, Pelletterie e Cus Pisa, che partecipano al campionato umbro. Una cosa non più concebile. Il nostro obiettivo per la prossima stagione è rilanciare il movimento e cercare di creare un campionato ad almeno otto squadre, magari riportando dentro realtà storiche della Figc, come la Poggibonsese, che negli ultimi anni hanno scelto di partecipare a campionati di enti di promozione". L'argomento verrà affrontato in maniera più dettagliata nelle prossime riunioni.
Prima di affrontare l'argomento più atteso della giornata, ovvero quello relativo all'introduzione dei nuovi obblighi sui giocatori in C1 e C2, Scocca ha parlato alle poche soicetà presenti. "Come Toscana – ha detto – abbiamo le risorse per stare in alto, ma non ne abbiamo le caratteristiche. Siamo noi a dover essere protagonisti. In questi primi cento giorni ho dato il mio massimo appoggio alle società e continuerò a muovermi in questa direzione. Però per essere propositivi bisogna essere partecipativi, riprenderci la nostra identità. Voglio rilanciare manifestazioni di fine stagione come l'All Star Game il Forum Day. Con Pallaalcentro e Pier Paolo Fognani stiamo studiando la possibilità di creare una trasmissione Tv che dia visibilità al movimento".
Scocca si è poi soffermato su due importanti novità, sottovalutate dalla platea.
1) La presenza del calcio a 5 nei corsi Coni Figc, che da quest'anno daranno l'abilitazione come istruttore per la scuola calcio a 5, e non solo per la scuola calcio. Corsi che ogni anno si svolgono in ogni provincia della Toscana. Attualmente stanno girando la Toscana Nicola Giannattasio, per le province di Prato e Siena, lo stesso Antonio Scocca, Giacomo Aliboni, per Massa e Lucca, e Nicola Lami per Pisa, Livorno e Grosseto.
2) I nuovi accordi tra il Settore Giovanile e Scolastico della Figc e le scuole. Il calcio a 5 è la disciplina che la Federazione vuole introdurre nelle scuole. Sull'argomento, che apre prospettive mai viste prima, saranno organizzati incontri e riunioni.
Gli interventi delle società – Le società si sono soffermate soprattutto sul problema degli impianti, ognuna raccontando la propria esperienza personale, e chiedendo al delegato una maggiore vicinanza nel momento in cui ci sarà da parlare con le amministrazioni comunali e provinciali.
Anche questo argomento, particolarmente sentito, sarà oggetto di una riunione successiva, in cui potrebbero essere introdotte novità significative per quanto riguarda il campionato di C1.
L'intervento di Andrea Serra – Il designatore regionale ha ringraziato le società per la collaborazione e la sinergia nata negli ultimi mesi, sottolineando le tante segnalazioni telefoniche avute "Su ritardi non comunicati a me dagli arbitri e anche sugli episodi arbitrali. Non posso essere presente su tutti i campi e queste segnalazioni, fatte con il giusto spirito, sono sempre bene accette". Serra si è poi soffermato sulle problematiche relative alla serie D, dove spesso ci sono direttori di gara non all'altezza. "Purtroppo – ha spiegato il designatore – il movimento arbitrale cresce insieme alle società. E con le società che non crescono, anche noi siamo in difficoltà. I nostri arbitri non hanno una "palestra" per crescere, come avviene nel calcio a 11, dove iniziano dai bambini, scalando le categorie e arrivando agli adulti. Da noi la "palestra" si chiama, purtroppo, serie D. Per questo mi auspico che possano nascere campionati giovanili, come quello Allievi, dove oltre ai ragazzi possano crescere anche i direttori di gara". L'intervento di Serra è servito per agganciarsi all'argomento più atteso di giornata, ovvero le quote obbligatorie in C1 e C2 che, ricordiamolo, prevedono un under 23 (1990) in campo e due under 21 in lista per la C1 e due under 21 in lista per la C2.
"Non vogliamo scimmiottare regioni che hanno una storia per quanto riguarda il calcio a 5 giovanile – ha spiegato Scocca. La mia è stata una decisione ponderata. La presenza di under 23 e under 21 non è però un punto di arrivo, bensì un campanello per le società. L'obiettivo nel corso degli anni sarà quello di arrivare ad un under 20 in campo". Un campanello che si concretizza con la presenza di giocatori comunque in età adulta, visto che si parla di under 23 e under 21.
E' stata poi ribadito il mantenimento dell'obbligo della Juniores per le società di C1, con conseguente multa di 2500 euro per chi non iscriverà la squadra al campionato. Una decisione, questa, che ha scatenato le ire del Ds Martelli del Tripetetolo, che ha chiesto lumi su dove finiscono i soldi delle multe e ha accusato la federazione di comportarsi come Equitalia. Scocca ha risposto che la decisione è presa a livello di Lnd e che la multa non è modificabile, spiegando poi che la C1 dovrà diventare un campionato di eccellenza, in cui si svolge attività giovanile. Chi non è in grado di svolgerla, ha detto Scocca, può partecipare al campionato di C2. Una decisione che ha mandato su tutte le furie il Ds del Tripetetolo ("Come si fa a parlare di eccellenza se si è giocato sotto la neve?") e che invece trova d'accordo altre società, tra cui il Cus Pisa, che ha manifestato il proprio appoggio alle scelte di Scocca.
Un po' di confusione è venuta fuori al momento in cui Andrea Serra ha spiegato come saranno individuati i giocatori in quota da tenere in campo. Esiste già un protocollo Aia in merito, ci sarà soltanto da capire quale norma attuare, ovvero se far indossare a questi giocatori una fascia colorata (come in Veneto) o una numerazione dal 15 al 20 (come nel Lazio). La regola prevede che nel momento in cui una squadra non è in grado di schierare un under 23 tra i cinque in campo, causa infortuni o espulsioni, debba proseguire la partita con soli 4 giocatori. Diverso il caso in cui i giocatori da presentare in lista non siano presenti tra i 12. Così come in serie B, in quel caso la partita sarà persa a tavolino.