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SERIE D
Interviste | | 4 min di lettura
Alessandro Loparco parla del suo Ulignano e della stagione che verrà
Tra gli allenatori più esperti della serie D c'è Alessandro Loparco, che dopo la sfortunata avventura alla guida del Dogana si è rilanciato nell'ultima stagione con l'Ulignano.
Ciao Alessandro, partiamo con l'analizzare la tua ultima stagione alla guida dell'Ulignano. Soddisfatto?
Direi che come prima annata è stata sicuramente positiva. Abbiamo fatto un inizio splendido che ci ha portato ad essere stabilmente nelle prime 5–6 posizione dovute a ben 7 risultati utili consecutivi frutto di ottime prestazioni e anche di un calendario abbastanza favorevole, per poi avere un calo, dovuto in parte al non sostenere certe pressioni e al fatto magari di essersi un po' montati la testa. Da li' in poi abbiamo vissuto momenti alterni che ci hanno fatto maturare come gruppo e come persone. Nel complesso abbiamo disputato un discreto campionato posizionandoci circa a metà classifica facendo ben 7 punti in più della stagione precedente (come gioco espresso ne avremmo meritati almeno anche altri 7–8 in più), risultando la miglior squadra della Val d'Elsa per la prima volta, vincendo 5 derby su 8 e battendo, addirittura, la squadra che poi avrebbe stravinto il campionato. Sotto il profilo umano ho trovato persone splendide formando un gruppo fantastico e come dico sempre “ l'Ulignano non ha categoria”.
Per la prossima stagione che squadra state allestendo, chi arriva e chi parte?
In fase di calcio mercato l'obiettivo comune, mio e della società, è stato in primis di confermare tutti i migliori della rosa della stagione appena conclusa e poi di rafforzare la squadra con un acquisto per reparto, più l'inserimento di un giovane. Infatti al momento sono stati acquistati Raffaele Chioccarelli (uno dei migliori laterali offensivi di C2, inseguito da tanto tempo), Andrea Bruni portiere esperto e di gran solidità proveniente dagli amatori e Matteo Agnorelli, portiere classe '93 (come Fioroni), che se avrà la voglia di lavorare con continuità potrà in breve tempo diventare un bel prospetto per la continuità dell'Ulignano anche nei prossimi anni. Restano da definire altri due acquisti e infine vedremo se riusciremo a piazzare l'ultimo colpo con un altro Top player (termine che tu odi Nicola). In uscita lasciano un paio di persone che diventano dirigenti e altre quattro gicoatori, chi per motivi personali chi per scelte societarie.
Quali sono i progetti futuri della società?
L'obiettivo della società resta quello di un anno fa, di quando ho sposato il progetto giallorosso, ovvero una crescita costante con l'obiettivo di migliorare ogni anno punti e posizione in classifica, per poi pian piano arrivare a posizioni importanti. Come progetto c'è quello di attirare sempre più persone nell'orbita Ulignanese per aumentare la visibilità, dare soddisfazione ad un piccolo paese che non fa mai mancare il proprio calore sia alle partite che alle cene e soprattutto cercare di coinvolgere tanti giovani che possano far da serbatoio per la continuità della squadra giallorossa.
Sei passato dal Valdarno alla Val d'Elsa, che differenze hai notato tra queste due zone a livello di impiantistica e squadre?
In generale non tantissime. Val d'Elsa e il Valdarno, a livello di impianti, sono realtà molto simili. Come squadre la differenza principale è che qui nella Val d'Elsa c'è una realtà fortissima che è il Calcetto Poggibonsese che prende parte ad una categoria nazionale, e che fa da serbatoio di giovani calciatori a tutte le squadre del comprensorio a differenza del Valdarno.
Sei sempre stato un acuto osservatore del movimento toscano. Che idea ti sei fatto della situazione attuale?
Direi che il movimento del Futsal in Toscana (almeno a livello regionale) ogni anno perde qualità perché i giocatori validi sono sempre gli stessi ma con un anno in più, e di giovani validi ancora ce ne sono pochi o almeno ci sono ma non sono così tanti come spererei. Purtroppo se non si crea prima una cultura specifica per il Futsal e poi delle regole che impongano la creazione di giovanili per allargare il bacino dei giovani calciatori (under 21 e juniores in C1,e juniores in C2 obbligatorie) non si arriverà mai a smettere di vedere strapagati sempre i soliti nomi. Inoltre imporrei anche che due under 21 italiani fossero sempre sul terreno di gioco e cinque nelle note in tutte le categorie del regionale.