
Otto anni di Purgatorio in serie B. Tanto è durata l'assenza del Prato calcio a 5 dai maggiori palcoscenici nazionali. Fino a ieri, quando con il successo per 5–2 in casa del Cus Pisa ha conquistato una strameritata promozione.
Il 7 Aprile del 2007, perdendo 8–3 in casa del Cagliari, il team laniero salutò mestamente il campionato di A2, infilando la seconda retrocessione consecutiva. L'ultima partita di quella stagione fu lo specchio di un declino inesorabile. Soli sette giocatori a referto, di cui tre Under 21 (Clemente, Toso, Tasselli), e quattro senior (Giannattasio, Marrone, Lima e l'allenatore–giocatore Quattrini) senza dirigenti al seguito e con un futuro nebuloso davanti a sé. In Estate la più gloriosa società toscana, una delle più vincenti in Italia con i suoi sette titoli nazionali (due scudetti, due coppe Italia, due supercoppe e una coppa Italia regionale), rischiò seriamente di sparire. Dopo settimane di trattative la salvezza arrivò dall'accordo con il Toscana Sport Scandicci del presidente Aniello Apicella, appena retrocesso in C1. Il primo anno di ricostruzione, sotto la denominazione Toscana Prato, portò ad un buon avvio e poi ad un piazzamento a centro classifica. Nelle sei stagioni successive il Prato ha ripreso il suo nome originale, diventando una protagonista pressoché costante del campionato di serie B. Due semifinali playoff (2013 e 2014), due quarti di finale (2010 e 2011), ma anche una salvezza conquistata all'ultimo tuffo nel campionato 2011/12, evitando lo spettro dei playout. Proprio quella stagione ha fatto scattare una molla nella dirigenza biancazzurra, che nei due campionati successivi ha gettato le basi per il trionfo di quest'anno. Due cocenti delusioni: la finale mancata a causa della sconfitta in Puglia contro il Salinis, ultima gara della gestione Quattrini, e il ko casalingo della passata stagione contro la Poggibonsese.
Quest'anno una cavalcata trionfale: 17 vittorie, 2 pareggi ed una sola sconfitta. Su questa promozione c'è il timbro di Roberto Coccia, condottiero che alla sua prima esperienza da allenatore ha prima sfiorato una promozione e poi l'ha raggiunta. Per lui, che da giocatore nel Prato ha disputato tre stagioni in A1 (dal '98 al 2000) e quattro in B (dal 2008 al 2012), è stata la risposta a chi aveva un po' storto il naso al momento della nomina. E' anche il campionato del capitano Giuseppe Apruzzese, che nel Prato ha mosso i primi passi nel futsal con l'Under 21 di Renzo Bellandi (98–99), prima di tornare nel 2008 da bomber infallibile. A 36 anni si è tolto la soddisfazione di vincere il suo secondo campionato di serie B (il primo con il San Lazzaro Bologna nel 2001/02). E poi gli "stranieri" da copertina: Rafinha, leader assoluto, Tiago Daga, universale capace di giocare in ogni parte del campo, Cleber Biscaro, portiere di grande affidamento, Marcel Simon, pivot che si è calato nel modo migliore nella categoria, e lo sfortunatissimo Miguel Permuy, capocannoniere della squadra che ha dovuto guardare la vittoria del campionato dalla tribuna per un grave infortunio. Traumatico, invece, il divorzio con Wellington, eroe l'anno scorso e quest'anno tagliato per motivi disciplinari dopo aver messo a segno 5 reti. E poi c'è la pattuglia degli italiani, a cominciare dalle due scommesse estive, entrambe stravinte: Giacomo Bertoldi e Stefano Balestri. Il primo ha garantito corsa e quantità, ma anche qualche gol importante. Il secondo al suo primo anno nel nazionale ha confermato quanto fatto vedere in C con la Lastrigiana: tantissimi gol, assist e giocate di qualità. Ci sono poi Tommaso Poggini, pivot made in Prato, che nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa, compresa la sfida di Pisa, ha sempre lasciato il segno e Dimitri Pelagatti. Per quest'ultimo, arrivato a dicembre, la grande soddisfazione del primo gol in biancazzurro proprio nella giornata del trionfo. Adesso c'è da augurarsi che possa recuperare pienamente la condizione fisica. Infine, non possono, non essere ricordati i due vice portieri, Edoardo Laino e Marco Campagna, due ragazzi dal futuro assicurato, Juri Pucciarelli, che da dirigente si è trasformato in elemento prezioso nei momenti di bisogno, e tutti gli altri Under 21 che si sono alternati tra i 12. Menzione particolare per due giocatori che, a causa degli infortuni, non sono riusciti a dare il loro contributo: Alessandro Calamai, perno del Prato nelle ultime stagioni, e Fabio Baldassarri, ormai out da quasi due anni. A chiudere lo staff dirigenziale, con in testa il presidente Apicella, il dg Antonio Gaggioli e il DS Mirko Angeli, che ha saputo ricostruire una squadra che dopo un glorioso passato sembra aver davanti un radioso futuro. Di quel Prato retrocesso nel 2007 sono rimasti soltanto in tre: Renzo Gualchieri, Pier Paolo Fognani e lo storico massaggiatore Rossano Coli. Questi ultimi due rappresentano la memoria storica del Prato, presenti fin dagli anni del regionale.
LE CURIOSITA'
– Il Prato ha conquistato a Pisa il suo primo campionato di serie B. Nel 1997, quando non esisteva la A2, la promozione dalla B avvenne tramite ripescaggio dopo il secondo posto dietro la Jesina.
– L'ultima squadra toscana a disputare un campionato di A2 è stata l'Atlante Grosseto, nel 2008/09. Il team maremmano ha vinto due volte la serie B (2005 e 2008)
– Roberto Coccia è il terzo allenatore toscano a vincere la serie B da quando c'è stata la divisione in A, A2 e B. Prima di lui Andrea Facondini e Bernardo Olanda. Come quest'ultimo, anche Coccia ci è riuscito senza avere il patentino da allenatore. Per allenare in A2 avrà bisogno di conseguire sia quello di base che l'abilitazione di Primo Livello.
– Roberto Coccia ha disputato in carriera un campionato di A2 da giocatore, nella stagione 2003/04 con la maglia del San Michele Poggio a Caiano
– Apruzzese, Rafinha, Tiago Daga, Biscaro e Simon sono i giocatori della rosa del Prato che hanno già disputato almeno un campionato di A2
– Giuseppe Apruzzese è l'unico giocatore nell'organico del Prato ad aver giocato in A1 con la maglia biancazzurra, nella stagione 2000/01, la prima di Jesus Velasco come allenatore laniero