Intervista a Gaetano Mangione, giocatore della Misericordia di Pistoia e perno della Rappresentativa Toscana, considerato da tutti gli addetti ai lavori come uno dei più forti giocatori toscani under 21. Dopo l'esperienza in serie B e C1 con la Futsal Fiorentina quest'anno ha sposato l'ambizioso progetto del club pistoiese.
Ciao Gaetano, comincio col farti i complimenti per questa incredibile stagione della Misericordia in tutte le categorie regionali e persino nel nazionale. Secondo te dove sta la forza di questa società?
Nonstante io sia qui da un anno, credo che la forza di questa società stia in primis nei 20 anni di storia che ha alle spalle, inoltre credo che sia guidata da un gruppo di persone che lavorano con passione per raggiungere obiettivi importanti e gli investimenti fatti quest'anno sia in prima squadra, che nel settore giovanile, sono stati molto positivi, e i risultati lo dimostrano.
Parlando di puro settore giovanile, sei passato dagli anni d'oro della Futsal Fiorentina dei fratelli Pini alla nuova avventura italo–brasiliana del PalaFedi. Metti a confronto questi due periodi della tua carriera: qual'è il migliore?
Non mi sento di dare giudizi, visto che sono stato tre anni alla Fiorentina e sono qui da solo cinque mesi, ma posso dire che, sebbene all'inizio di questa avventura fossi un po' scettico, perchè credevo che un gruppo come quello che avevamo formato a Firenze, non potesse avere pari, adesso sono costretto a ricredermi, perchè ho trovato in questa squadra, oltre a dei buoni giocatori, anche degli amici. Posso dire che anche se veniamo da esperienze diverse, in poco tempo abbiamo creato un gruppo solido che credo sia alla base dei risultati che stiamo ottenendo.
Analizziamo i vari campionati in cui la Mise è impegnata. C1, Under 21, Juniores: si può puntare alla tripletta o hai delle preferenze? Dov'è che vorresti vincere il titolo?
Come credo saprai bene, io mi alleno due volte alla settimana e nel week–end faccio un vero e proprio tour de force per giocare in tutte e tre le competizioni, quindi, spero che questo sacrificio (pensa che a volte mi trovo a fare tre trasferte in tre giorni) porti alla fine a conquistare tutti i titoli, ma se dovessi scegliere, avendo già vinto in passato un campionato juniores e due under 21, direi che quello che mi fa più gola è quello di C1. Poi c'è anche un sogno, che è quello di andare il più possibile avanti nel torneo delle regioni con la rappresentativa toscana di mister Lami e anche questa sarebbe per me una grandissima soddisfazione.
Com'è avere in squadra di giocatori di un'altra nazionalità (in questo caso brasiliani)? C'è intesa anche fuori dal campo?
A livello sportivo ad inizio anno non è stato facile, perchè ci siamo trovati a confrontarci con due modi molto diversi di intendere il calcio a 5, poi pian piano le cose sono migliorate, ognuno cerca di apprendere ciò che di buono c'è nell'altro, in maniera da completarsi a vicenda e crescere.
Anche fuori dal campo, non è stato facile comprendersi subito, ma già dopo pochi giorni, nei quali ci siamo divertiti a insegnargli qualche parola di italiano tutto è andato per il meglio. Con tutti è nato un bel rapporto di amicizia, ma con uno in particolare c'è stato subito qualcosa che va oltre, quasi di fratellanza, tant'è che quasi tutte le sere usciamo insieme come se ci conoscessimo da anni.
Ultima domanda: ovviamente avrai anche altri interessi nella vita, ma il calcetto ti prende parecchio tempo, dato che fai tre/quattro partite a settimana e sei pure una delle colonne portanti della Rappresentativa Toscana di Lami. Che cosa occorre per giocare sempre bene e con una frequenza così elevata?
Come già detto in precedenza occorre tanto sacrificio, ma soprattutto tanta, ma dico tanta passione, perchè non è facile giocare ad alti livelli quasi tutti i giorni, e calarsi sempre in maniera adeguata nella partita, in quanto i ritmi di gioco che ci sono in C1, sono totalmente diversi da quelli della juniores e viceversa, inoltre mi trovo sempre accanto compagni e allenatori diversi, e anche questo aspetto non è da sottovalutare, perchè ognuno nel suo piccolo ha un modo diverso di concepire il calcio a 5 e adeguarsi a tutti non è facile.
Ti ringrazio per l'intervista, ti dico un a risentirci a fine anno per commentare la nostra "triplete":)
Intervista a cura di Simone Sagulo
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INTERVISTA A GAETANO MANGIONE
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Chiacchierata con giocatore della Misericordia Pistoia