Le Crete in B, una storia che parte da lontano


01/04/2025 - Il primo campionato Figc nel 2008, poi la lunga scalata verso il nazionale

La promozione in Serie B dell'Ibs Le Crete rappresenta un'altra bella favola da raccontare. Una società nata nel 1999, ma che soltanto nel 2008 ha fatto il grande salto in Figc, partendo dalla Serie D. All'epoca una Serie D a tre gironi, con il team rapolanese che chiuse in ottava posizione, con l'attuale presidente Andrea Polvani in campo come giocatore e il Vice–Presidente Alessandro Rossi come allenatore–giocatore. Era la squadra dei bomber Coppola e Paletti, il campionato lo vincevano Les Merengues di Montevarchi e in quello stesso girone c'erano alcune delle protagoniste della C1 di quest'anno, San Giovanni, Remole e Virtus Poggibonsi, all'epoca ancora con il nome di Giovani Virtus. 
Nella categoria la società rimane fino al 2011, quando domina un campionato di Serie D inimmaginabille oggi. 18 squadre al via, e Le Crete chiudono con 82 punti davanti a Polisportiva Curiel, Pian di San Bartolo, Real Calcetto Rapolano e Porta Romana. Il tecnico della promozione è Giuseppe Becucci, che poi tornerà successivamente sulla panchina termale. Matteo Paglicci è il cannoniere della squadra, con 59 reti, davanti a Paolo Mazzini e il solito Giuseppe Coppola, che con il suoi 150 gol è tutt'oggi il goleador all–time. 

Nel 2011–12 inizia la lunga esperienza in C2, durata otto stagioni. Un tranquillo nono posto il primo anno, mentre nel campionato 2012–13 il penultimo posto, dietro la Vigor Fucecchio, rischia di costare la categoria. Nella stagione 2013–14 non cambia il risultato in C2, con un altro penultimo posto, ma rappresenta una prima svolta per la società, che investe nel settore giovanile allestendo la squadra Juniores. Si affacciano così alla prima squadra i giovanissimi Kokora, Lala e soprattutto Alessio Polvani, attuale recordman di presenze del club, che quell'anno entra nella storia del futsal toscano realizzando il primo gol della neonata Rappresentativa Allievi al TDR di categoria. 
Nel 2014–15 torna Giuseppe Becucci in panchina, la squadra chiude 11a in un campionato dominato dalla Mattagnanese allenata da Bearzi, davanti al Torrita. Si affaccia in prima squadra anche Matteo Bindi, oggi secondo dietro Polvani per presenze, mentre il cannoniere è il solito Coppola. Nel 2015–16 la classifica torna a piangere, penultimo posto nonostante l'arrivo dai cugini del Real Calcetto Rapolano del bomber Sokol Shtiqeti, che ne mette a segno 30. 
La stagione 2016–17 rappresenta quella del cambio di passo. I giovani crescono e cominciano a diventare determinanti, arrivano i primi stranieri dal Giappone, Fukui e Sato, fa l'esordio in squadra Gianmarco Del Fiume, ancora oggi uno dei perni dello spogliatoio rapolanese. Il quarto posto vale i primi playoff di C2, poi persi in semifinale contro il Deportivo Chiesanuova.

Nell'estate 2017 salutano le bandiere Paletti e Coppola, in panchina arriva da San Giovanni il giovane Francesco Ferrini, che si porta dietro Alfieri, Ermini, Bonifacio, Fiippi e Pasqui. Yamamoto sostituisce Sato nel duo dei giapponesi e arriva un brillante secondo posto, ma a dieci lunghezze dal Signa. Stavolta il sogno promozione si ferma all'ultimo step, nella finale persa 4–3 a Terranuova Bracciolini contro la Midland. 
Nonostante i buonissimi risultati la società decide di cambiare ancora una volta allenatore e stavolta la scelta ricade su Dino Del Re. La stagione 2018–19 è trionfale. Arriva la tanto agognata promozione in C1 al termine di un clamoroso testa a testa con il Firenze, con un Kokora straordinario, autore di 41 gol, ben supportato dai nuovi giapponesi Otsuka, 30, e Kodama, 12. Polvani e Del Fiume si confermano certezze e benissimo fanno anche i vari Nicolella, Bonifacio e Matrone. Il capolavoro arriva però in Coppa, con il successo nella finalissima del PalaTerme di Montecatini, battendo 5–3 ai tempi supplementari il Monsummano.   

Dopo il double Del Re è già ai saluti e per la prima annata di C1 la società scommette su un tecnico che da giocatore ha fatto benissimo nei campionati regionali umbri, dove ha anche cominciato ad allenare. Si chiama Andrea Bernardini, ed è il 19 giugno 2019 quando Pallaalcentro dà la notizia del suo ingaggio, senza sapere che avrebbe cambiato la storia del club. 
Le prime due annate però sono funestate dal Covid, che chiude anzitempo la 2019–20 e impedisce lo svolgimento della 2020–21. Il progetto è però ben delineato, la società continua ad investire nel giovanile, arrivando anche a vincere un campionato regionale Under 15, e con Bernardini alla guida comincia ad occupare stabilmente la metà alta della classifica. Settimo posto nel 2021–22, con la chicca di Lorenzo Baldini capocannoniere con 42 reti. L'anno dopo il bomber lascia, attratto dalle sirene del Torrita, ma la squadra si migliora arrivando sesta, ad un passo dalla zona playoff, anche grazie al costante investimento sui giocatori stranieri che quell'anno sono lo spagnolo Aleix, l'argentino Polcan e la meteora giapponese Yamanishi. Il 2023–24 è invece deludente, con la squadra che si piazza solo ottava nonostante la straordinaria bravura dei giocatori spagnoli mandati in campo, tra cui Arguig e soprattutto Juan Pina, a cui si aggiunge il brasiliano De Oliveira. Ed è proprio da loro due che la società decide di ripartire per puntare al colpo grosso. In estate i nuovi regolamenti portano all'addio del catino di Rapolano, per spostarsi ad Asciano. Il mercato è sontuoso, con il ritorno di Baldini, l'arrivo del pivot spagnolo Saad e di Lorenzo Lucchesi e Tommaso Troiano, altri due cavalli di rientro. Ma i primi due non legano con l'ambiente e al loro posto arrivano altri due spagnoli, Crespo e Rapado, e il giapponese Ogata. Si compensa così la partenza per motivi di studio di capitan Polvani. A fine girone di andata la squadra è ottima seconda, ma il Cus Pisa viaggia forte e la sconfitta in semifinale di Coppa potrebbe lasciare il segno. Invece gli universitari rallentano, i ragazzi di Bernardini le vincono tutte, inanellando 12 successi di fila, e venerdì scorso contro il Deportivo Chiesanuova centrano la clamorosa promozione in Serie B. Unico, ma grandissimo, rammarico, non aver potuto festeggiare in casa, bensì sul neutro di Torrita, dopo che problemi strutturali avevano tolto di mezzo anche il palasport di Asciano.